Alla vigilia dell’Italian Bowl Weekend di Ferrara, la FIDAF mette nero su bianco due nomi che raccontano molto del football italiano: Alessandro Lazzaretto entra nella Hall of Fame, Massimo Foglio inaugura la neonata Hall of Honors.
Per Lazzaretto si tratta della consacrazione definitiva di una carriera vissuta ai massimi livelli, tra Giaguari e Blue Team, con un impatto che va oltre i numeri e le vittorie: è il quinto giocatore legato a Torino a essere inserito nel ristretto club dei grandi di sempre, a conferma del suo peso nella storia del movimento tricolore.
La scelta di Foglio per la Hall of Honors, il nuovo riconoscimento dedicato alle figure che lavorano dietro le quinte, oltre a riconoscere un impegno di quarantasei anni nel footbaii italiano come giocatore, allenatore e dirigente, è un segnale chiaro: la FIDAF decide di mettere in luce chi, con statistiche, archivi, progetti e divulgazione, ha reso il football italiano un patrimonio documentato e raccontato, dall’attività del Servizio Nazionale Statistiche ai libri e agli articoli che hanno ricostruito la memoria del nostro sport.
Due nomine diverse ma complementari, che fotografano bene l’identità del football italiano: da un lato il campione in campo, dall’altro il custode della storia, un modo maturo e necessario di celebrare non solo chi ha giocato, ma anche chi ha fatto sì che tutto questo non venisse dimenticato.